Giovani oggi: il surfing nella rete

Giovani oggi: il surfing nella rete

 

I ragazzi digitali, quelli che sono cresciuti a pane e internet, stanno acquisendo una mappa del mondo diversa rispetto a quella di generazioni più attempate.

 

Se vogliamo possiamo collocare lo spartiacque al 1998, anno in cui nasce Google. Oggi si parla di googlare, per cercare qualcosa su google e quando non si sa qualcosa, viene spontaneo domandarlo a google.

Google

 

Tutto comincia quando due ragazzi americani di 23 anni cominciano a scaricare tutto il web sul loro computer in garage. 

“Il loro obiettivo è quello di rendere accessibile tutto il sapere del mondo: accessibile a chiunque, in modo facile, veloce e gratuito” (Baricco – I barbari).

 

I link

 

La grande intuizione di come organizzare i risultati delle ricerche su google sono i link, i collegamenti tra pagine, contenuti, o qualsiasi nodo della rete. “Senza i link, internet sarebbe rimasto un catalogo, nuovo nella forma, ma vecchio nella sostanza” (Baricco – I barbari).

E’ grazie ai link che è possibile surfare sulla rete. E sono i link che stano modificando le modalità del conoscere e dell’esperienza. Oggi un contenuto ha valore se ha tanti link, non tanto per il contenuto in sé, ma per quante connessioni ha con il resto della rete.

 

Il valore delle cose

 

E così sta cambiando il modo di dare valore alle cose, libri, eventi, persone. Non si guarda più ai valori intrinseci di quella cosa, evento o persona, ma a quanti link, amici o followers possiede.

E navigare su internet significa quindi passare velocemente da una pagina all’altra, da un contenuto all’altro, la velocità è l’elemento essenziale per rimanere in equilibrio, come un surfista sull’onda, segue l’onda per non cadere.

“E’ lì che scatta questa loro idea di uomo orizzontale, di senso distribuito in superficie, di surfing dell’esperienza, di rete di sistemi passanti: l’idea che l’intensità del mondo non si dia nel sottosuolo delle cose, ma nel bagliore di una sequenza disegnata in velocità sulla superficie dell’esistente” (Baricco – I barbari).

 

Saper aspettare

 

Questo modo di proporre la conoscenza ci aiuta ad avere risposte veloci, alla portata di pochi click, cosa impensabile soltanto 20 anni fa. Bisogna però fare attenzione che avere tutto e subito, senza la fatica di una ricerca, senza un tempo di attesa, alimenta una certa oralità, come dice Zoja, non si sviluppa una tolleranza alle frustrazioni, viene a mancare un allenamento al raccogliere elementi di un percorso, perché il percorso è già dato, è immediato ed è fatto da qualcun altro: il web.

 

L’attenzione

 

La grande quantità di input proposti a forte velocità richiede un livello di attenzione alto, che se prolungato nel tempo, su ragazzi e bambini in sviluppo, può determinare un sovraccarico dei filtri dell’attenzione: cosa metto a fuoco e cosa lascio fuori dal mio campo di attenzione, o addirittura uno sviluppo distorto dei meccanismi stessi dell’attenzione.

 

Fragilità

 

Torniamo all'Avere o essere? di Erich Fromm: avere amici su Facebook o essere amica di Lucia e Maria?

La rete illude i giovani a una grande onnipotenza, posso tutto, posso sapere tutto quello che voglio, basta solo chiedere. Ma quando l’onda finisce, l’equilibrio cessa e il surfista cade. E allora il ragazzo può sentire tristezza, noia, o semplicemente un disagio a cui non sa dare un nome, perché non ha imparato a fermarsi a stare con sé, nelle pause del suo quotidiano, ad ascoltare quello che c’è dentro. Anche accettare la normale confusione di un adolescente che sta crescendo diventa difficile, perché si vorrebbero risposte qui e subito.

 

Paola Palmiotto