Di cosa è fatta la speranza

Emmanuel Exitu ci racconta la storia di Cicely Saunders. La donna che ha trovato il modo di curare la sofferenza dei morenti.

 

Da giovane infermiera Cicely aveva notato che un medico, di fronte a un malato incurabile, lo metteva da parte perché non avrebbe potuto fare niente di più.

 

E’ da lì che Cicely osserva e cerca di capire come poter alleviare il dolore, come poter accompagnare il paziente nei suoi ultimi momenti di vita.

 

Della sua infanzia ci racconta del rapporto difficile con sua madre.

 

 

 

“La verità è che non le piace tornare a casa. O, si corregge, non le piace tornare da sua madre. Per tutti la casa è un rifugio, il nido che protegge, il ricovero che scalda, la cura dal caos del mondo.

 

Per lei invece è il contrario: il caos è dentro, l’ordine è fuori. Non che sia mai successa chissà quale tragedia. Anzi, in casa loro non è mai successo niente. C’è sempre silenzio, una specie di vuoto. Suo padre non sopporta i rumori: ha fatto imbottire porte e finestre e messo tappeti dappertutto, sembra di camminare chiusi in un barattolo. E dentro quel barattolo vuoto si agita tua madre, che trasforma in caos ogni cosa.”

 

 

“C’è sempre stata una patina di sforzo sul volto dei suoi genitori, qualcosa dentro di loro che li ferisce e che non riconoscono, o che non vogliono ascoltare, come se dare spazio ai propri sentimenti, ai propri bisogni, a sé stessi, fosse la più abominevole e ripugnante delle minacce. Perciò la sua casa non è la villa a quattro piani invidiata da tutti. E’ piuttosto una zattera di naufraghi sballottata dall’oceano che si agita dentro sua madre.”

 

Ad appena trent’anni Cicely deve affrontare il dolore della perdita: enorme, insopportabile, assoluto. L'unica cosa che gli rimaneva di lui era il suo dolore. E dopo mesi passati a tenersi 

 

 

 

stretto quel dolore, “il primo a ribellarsi fu il corpo. Cicely aveva deciso di non provare più niente e lui invece disobbediva e godeva senza chiedere il permesso. La pungeva con tutti i sensi. Godeva per i sapori, la luce, i suoni, ma più di tutto gli odori. Non voleva sparire, perché avrebbe dovuto? Più tardi Cicely capì che era stata quella sua parte più animale a salvarla da sé stessa, a forza di pungere aveva cominciato a farle provare qualcosa che non era dolore.”

 

“E infine c’era il cuore, il più ingannevole di tutti, il più raffinato. Non si ribellò come il corpo. Era come doveva essere: definitivamente, irreparabilmente a pezzi.  

 

Peccato che ben nascosto lì sotto ci fosse qualcosa che a pezzi non era. Non aveva alcuna intenzione di spegnersi: era vivo, ben avvinghiato a sé stesso. Era strapotente. Pronto a tradirla.”

 

“Poi un bel giorno la finì, la finì di colpo un sabato mattina mentre faceva le pulizie, quando spalancò la porta della stanza e si trovò il sole che entrava di taglio dalla finestra giallo e pieno come nei quadri di Hopper, e anche di più, giallo anzi come la maionese di Rosetta, lei la fa giallissima. Cicely restò a lungo impalata a guardarlo, guardava e non riusciva a staccarsi. Lo guardò correre sulle coperte del letto, sul tappeto, sul pavimento nudo, sulle pareti vuote, correva verso di lei. E con la mano ancora sulla maniglia le scappò detto: “Che bello però.” In quell’istante di sole, un sole qualunque di un giorno qualunque, Cicely scoprì che era stufa di piangere e di straziarsi e che forse aveva ragione il cuore.”

 

Ed è stata quest’esperienza di ritorno alla vita dopo un dolore immenso, a darle quella sensibilità di saper stare vicino ai morenti. Sarà la missione della sua vita.

 

Come si sopravvive al dolore? Cicely Saunders è sopravvissuta attraversandolo fino in fondo. L' ha respirato e nutrito fino a decidere che ora basta.

 

Emmanuel Exitu lo racconta, con una umanità e una cautela delicata. E ci sorprende scoprire quanta vita ci sia vicino a chi questa vita la sta lasciando. Ci racconta del come si può essere umani accanto ad una persona che sta per morire.  

 


Immagini create con AI