Madre terra giace,
respira piano.
Un grembo dove
semi, acqua e radici,
imparano a nascere.
Nutre senza chiedere
e senza contare i giorni.
Ci copre
quando cadiamo,
ci sostiene
quando camminiamo
come figli che
non sanno ancora
cos'è casa.
Eppure le sue mani
sono piene di ferite.
Rompiamo
le ossa delle montagne,
avveleniamo i fiumi,
scaviamo la sua pelle,
senza ascoltare il suo respiro.
Lei non grida.
Resta.
Sopporta.
Tiene ancora aperta la tavola
per chi torna.
Ma ogni crepa nella terra
è una parola che manca,
ogni foresta caduta
è una carezza tolta.
Madre terra,
insegnaci di nuovo
a camminare piano.
A prendere
solo il necessario,
a restituire silenzio,
acqua pulita,
mani leggere.
Perché sotto ogni passo
c’è un cuore saggio
che continua,
ostinato, a nutrirci.
Immagini create con AI