Si può reinventarsi una vita, dopo essere cresciuti sperduti nel nulla, senza essere mai andati a scuola e con un padre con la continua ossessione per una catastrofe imminente?
Gea, con le catastrofi ha convissuto tutta la sua infanzia. Suo padre ne era ossessionato: bisognava essere pronti a qualsiasi cosa terribile potesse succedere. Un’infanzia in mezzo al nulla, senza scuola e senza amici.
Appena ha potuto se ne è scappata a Milano.
Gea ha 27 anni, vive a Milano, in un condominio vicino ai Navigli e fa la tuttofare.
“Mi piace aggiustare” dice del suo lavoro.
“Di lavori è pieno il mondo. Io faccio la tuttofare nel nostro palazzo. La gente spesso non si fida. Non è considerato un mestiere da donne. Chi scopre quante cose so aggiustare, montare, smontare, pulire, riadattare, in genere mi richiama.”
“I convenevoli non mi vengono molto bene, mi sento più a mio agio con problemi concreti, tipo riparare una caldaia o montare un armadio...”
Gea non è allenata per la vita, non sa come fare conversazione, come comportarsi con i vicini, non ha mai avuto un’amica.
Quando una vicina si avvicina per scambiare due parole:
“L' ho ringraziata, ma poi mi sono inventata che ero in ritardo, che dovevo scappare. E così ho fatto, sono scappata.”
Ogni tanto sente mancargli il respiro: il cuore comincia a correre, si sente mancare le forze. Di solito capita quando arrivano i pensieri dei se… Se l’acqua non si fermasse, se un fulmine cadesse sul tetto, se… sempre qualcosa di catastrofico che potrebbe succedere.
“Non so se le persone intorno a me se ne accorgano: io non dico niente, focalizzo lo sguardo su un punto preciso, mi figuro di dover andare al Pronto Soccorso, e aspetto che passi. Sembra un'eternità, ma dura pochi minuti.”
Nel complesso le sua vita a Milano le piace.
“Le persone mi piacciono, e io vorrei piacere a loro, perciò rimango zitta quando mi guardano storto, e sorrido, come scusandomi di essere un tipo singolare.”
C’è un negozio pieno di cose vecchie, l’aveva visto l’unica volta che era venuta a Milano a trovare sua nonna.
Il Nuovo Mondo “non è un semplice negozio, è un luogo dove trovare se stessi attraverso gli oggetti che si scelgono.”
“Qui niente ha un prezzo, tutto ha un valore.”
In questi anni è sempre stato chiuso, le piacerebbe rivederlo e magari … chissà…
Poi un giorno, all’improvviso, vede la saracinesca aperta.
Si può reinventarsi una vita?
“Ho la testa affollata di ogni tipo di se. Per distrarmi provo a concentrarmi sul silenzio del negozio. Come tutti i silenzi, non è zitto davvero. Il legno da qualche parte scricchiola, le lampadine del lampadario ronzano in modo quasi impercettibile. L’aria, passando da sotto la porta socchiusa, fa frusciare il paravento di tessuto. Il respiro mi solletica le narici, ricordandomi che sono viva. La mia esistenza è il rumore più grande, qua dentro, realizzo all’improvviso. E non solo sono viva, sono anche in un posto che mi somiglia. Sono un po’ più io di com’ero prima. E con questi pensieri mi calmo.”
Lorenza Gentile ci racconta di una rinascita: con incertezze, alcune stramberie e qualche fuga, Gea si avventurerà nella sua nuova vita?
Immagini create con AI