Il maestro itinerante

 

Franco Faggiani ne "Il maestro itinerante" ci racconta della Repubblica degli Escartons. Una confederazione di 51 comuni di alta quota nelle montagne franco-piemontesi, durata dal 1343 al 1713.

 

"La Repubblica degli Escartons aveva comunque dato prosperità per 370 anni alle genti di quelle montagne franco-piemontesi, evidenziando quello che è stato poi definito 'il paradosso alpino', in cui si sottolinea una maggiore vivacità operativa, commerciale, economica e anche culturale delle genti di alta montagna rispetto a quelle della pianura, grandi città comprese."

 

 

Tra le regole stabilite per gli abitanti della Repubblica degli Escartons c'era "l'autonomia fiscale, la libertà di movimento di persone, animali e merci, libero commercio senza pagare tasse  o sottostare a imposizioni di sorta, gestione della giustizia, amministrazione diretta dei territori,  condivisione solidale dei beni e delle risorse naturali, libera istruzione e molto altro ancora."

 

Franco Faggiani ci racconta, tra realtà e fantasia, la storia di Bertran Guyot, un maestro itinerante che "andava di villaggio in villaggio, di valle in valle, ed era assunto, riconfermato o licenziato a seconda del suo effettivo 

 

 

rendimento, poco prima di ogni inizio anno scolastico."

 

Franco Faggiani ci racconta di una comunità che è riuscita a mantenersi autonoma dalle vicissitudini politiche per ben 3 secoli. Una comunità che è riuscita a darsi delle regole sul commercio, la giustizia, l'amministrazione del territorio e l'istruzione.

 

Bertran è un maestro apprezzato: i montanari di quei villaggi sanno che l'istruzione è un bene prezioso. 

 

E presto scoprirà che anche lui potrà imparare

 

qualcosa da quelle genti di montagna.

 

E' interessante e soprattutto confortante il modo in cui venivano prese alcune decisioni della comunità.

 

"Poi aveva parlato il sindaco di Pragela: 'Mi fa piacere notare quanto il maestro Guyot si voglia mostrare già inserito nelle nostre comunità. Lo dico senza schernimento, anzi, con autentica ammirazione. Un'uomo così, dotato di un'eloquenza e di un arte diplomatica assai evidenti, è utile al nostro sapere. La sua proposta mi sembra un'avventura, un'alea, ma noi abbiamo un attitudine al rischio, raramente 

 

ci tiriamo indietro. Perciò 'aveva concluso alzando la voce 'io voto a favore dell'indicazione fornita dal maestro Guyot.' " 


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