La pasadora

 

Laia Perearnau ne La pasadora, ci racconta la storia di Sol che aiutava i fuggitivi della seconda guerra mondiale ad attraversare i Pirenei.

 

Sol non ancora ventenne, ha visto qualcosa che non doveva vedere, è in pericolo, se ne deve andare, e trova rifugio con un gruppo di contrabbandieri di Andorra.

 

Conosce bene le montagne.

 

“Procedeva di buon passo, malgrado la neve fosse sempre più abbondante. Camminare la metteva di buon umore. Il freddo era temprante, le schiariva le idee dissolvendo i brutti pensieri come nebbia a mezzogiorno. Fin da quando era piccola le avevano insegnato a distinguere le varie tipologie di neve in modo da poter camminare più agevolmente.”

 

 

È una ragazza semplice, non sa niente di politica, non sopporta le ingiustizie, e questo le basta per decidere da che parte stare.


Quanto bisogna lottare per essere accettata nel gruppo?

 

Sol fatica per essere coinvolta in qualche missione utile.

 

All’inizio doveva solo aiutare alla locanda: rifare i letti, lavare le lenzuola, apparecchiare e tutte quelle faccende che di solito fanno le donne. Ma lei conosce i sentieri e sa come comportarsi quando si va in montagna.

 

“Sol aveva imparato molto presto che era meglio stare alla larga dal ghiaccio. E poi, oltre al ghiaccio, al freddo e alle nevicate, c’era un altro pericolo che la gente di quelle montagne aveva imparato a temere e rispettare. Si trattava di un vento che sbucava all’improvviso dal nulla, con una forza inaudita, sollevando tutta la neve che incontrava sul suo cammino e trasformando il mondo in un luogo grigio e selvaggio, con una temperatura troppo rigida perché un essere umano potesse sopportarla: il vento bianco.”

 

 

A un certo punto arriva il dolore, la mancanza, la solitudine.

 

“La solitudine era la sua ombra. Si addormentava con la sua presenza e al risveglio era ancora lì, accoccolata vicino a lei. Le stava accanto mentre si lavava e si vestiva, mentre si aggirava come un fantasma per le camere della locanda carica di lenzuola sporche, o quando di notte spegneva la luce in quella stanza fredda. Talvolta il fatto di non riuscire a scrollarsela di dosso la faceva arrabbiare a tal punto da mettersi a piangere, ma alla fine si abituò a conviverci.”

 

E quando finalmente arriva la sua occasione, fatica non poco ad essere accettata: lei è la guida, è lei che decide, conosce i sentieri e sa cosa è meglio per tutti, ma non tutti sono d’accordo.

 

 

“Quando uscirono in strada nel bel mezzo dell’oscurità, furono sferzati da un primo vento gelido. Sol si posizionò in testa al gruppo tenendo per mano Raquel e cominciò a guidarli per le strade buie di Tarascon-sur-Ariège finché le case scomparvero; poi imboccarono un sentiero che si addentrava nella valle. Lì si rese subito conto che il viaggio sarebbe stato ben più lento del previsto, dato che pur procedendo ancora in piano si doveva fermare per non lasciare indietro nessuno.”

 

“Il vento non smetteva di soffiare, ma per il momento non pativano troppo perché il movimento fisico li manteneva al caldo.”

 

 

 

“Sol si posizionò di nuovo in cima alla fila e riprese a camminare. In poco tempo aveva capito che la aspettava un duro viaggio, che con quella coppia composta da padre e figlio non avrebbe dovuto farsi tanti riguardi e che, finché avesse continuato a non commettere nessun errore, gli altri grosso modo l’avrebbero rispettata. Nessun errore.”

      

Nessun errore.

 

Sol è una donna ingenua e coraggiosa. La fatica della montagna l’ha fatta crescere, ma è difficile orientarsi tra amici e nemici.

 

Riuscirà Sol a trovare il suo posto?

 

Laia Perearnau parte da una ricerca sulle donne che hanno aiutato i fuggitivi ad attraversare i Pirenei. Una ricerca complessa.

 

 

“Nei libri di storia, nei documentari e in tutte le fonti scritte che ho consultato, nessuna testimonianza attestava il coinvolgimento attivo di donne nell’immane compito di aiutare migliaia di individui ad attraversare le montagne per poter fuggire al Terzo Reich."

 

"Per questo ho deciso di mettere da parte i libri, tutti sostanzialmente scritti da uomini, e di addentrarmi nel mondo delle testimonianze orali e della documentazione degli archivi storici."

 

"Per quarant’anni in Spagna è stato imposto il silenzio e chiunque avesse collaborato in un modo o nell’altro alla fuga dei nemici di Franco ha chiuso a chiave i suoi ricordi evitando spesso di parlarne anche con i propri figli."

 

"Nonostante tale silenzio autoimposto, tuttavia, sono riuscita a trovare qualche nome; alcuni con poche informazioni, altri invece con una storia più corposa.”

 

Sol è un personaggio di fantasia che nasce dalle tante testimonianze orali raccolte.

 


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